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interessante intervista al maratoneta Baldini
04/17/2008 11:26:16 / Curiosa/o
tratto da "La Gazzetta dello Sport" PECHINO (Cina), 18 aprile 2008 - Dopo la delusione di
Londra, Stefano Baldini ha deciso di voltare pagina volando a Pechino
per un sopralluogo al percorso della maratona olimpica. Una visita
voluta anche da Coni e Fidal per permettere all'atleta di capire meglio
la gara che dovrà affrontare. Baldini è la prima delle punte azzurre a
venire in Cina anche per controllare un problema di cui si parla da
anni: le condizioni atmosferiche della città, criticata per
l'inquinamento.
L’INQUINAMENTO - Ma nell'ultimo
mese molte cose sono cambiate e la situazione, con una forte crescita
di nazionalismo, l'ha notata anche Baldini in soli due giorni. "Martedì
pomeriggio sono andato a fare una passeggiata vicino all'hotel, a
Piazza Tienanmen e verso la Città Proibita, e sono stato fermato da
molte persone" dice, ma non era perché riconosciuto come campione
olimpico, ma solo perché i cinesi che parlano un po' di inglese fermano
la gente per strada per poter chiacchierare (a parte chi cerca poi di
vendere qualcosa). Quello che ha sorpreso Baldini è soprattutto la
visione dei cinesi verso la situazione in Tibet: "Ho chiesto se questo
delle minoranze fosse un problema da dover risolvere e la risposta è
stata affermativa. Lì per lì ho pensato che intendevano che era giusto
dover cercare una soluzione ma poi ho capito che invece per loro il
problema è proprio la minoranza etnica. Ma credo che non abbiano una
vera concezione di quello che accade e si adeguino a quello che viene
detto loro". Ed è questo aspetto che Stefano Baldini ha notato di più,
anche leggendo il China Daily,
giornale in lingua inglese: "E’ la mia prima volta a Pechino e sono
curioso, quindi l'ho sfogliato e mi sono subito reso conto che le
notizie erano a senso unico. Ho capito il concetto di propaganda di cui
spesso si sente parlare. Anche le immagini della fiaccola sono tutte a
favore della Cina e contro chi protesta. Questo non vuol dire che io
sia a favore di chi fa azioni forti contro la fiaccola, anzi, ma trovo
che non sia bello vedere cattiva informazione sui giornali, o almeno
vedere solo informazione di parte". E, anche senza leggere giornali in
cinese, la sua impressione è che succede a tutti i livelli: "Come per
l'inquinamento. Fino a poco tempo fa andavano tutti in giro con le
mascherine davanti alla bocca, poi il governo ha iniziato a dire che
non c'è inquinamento e le hanno tolte. Ma basta alzare gli occhi al
cielo per vedere quanto è sporca l'aria. Credo che la gente ancora non
sia in grado di fare scelte individuali".
LA SPERANZA - Ma da uomo di
sport, nonostante i problemi del Tibet, nonostante l'inquinamento e
nonostante i diritti umani in generale, trova che l'idea del
boicottaggio sia delle peggiori: "Non serve a niente, trovo che sia
meglio venire qua e dire la nostra mentre ci siamo. Esprimere quello
che pensiamo in prima persona. Imporre di non venire significa rovinare
la festa degli atleti. Perché comunque per noi gente di sport
l'Olimpiade è e rimane una festa, un momento di unione". Se molti
dicono che i Giochi abbiano però perso certi valori, lui non è
d'accordo: "Certo, come per il mondo, anche lo sport è cambiato e
quando sento chi riporta l'Olimpiade ai valori del dilettantismo mi
vien da ridere. Per un atleta l'Olimpiade è uno dei grandi obiettivi
della vita, passiamo anni importanti sui campi di allenamento e sentire
che qualcuno ci vuole togliere il sogno non mi sta bene". Anche le
scelte dei politici lo lasciano perplesso: "Non conosco a fondo certi
problemi, ma trovo curiosa anche l'idea di boicottare la cerimonia
d'apertura. Credo invece che anche i politici dovrebbero venire e dire
quello che pensano. E poi non mi sembra che il mondo delle aziende
abbia preso posizione contro la Cina, quindi perché chiedere di farlo
solo allo sport?" Però non ne sottovaluta la potenza e sull'impatto
dell'Olimpiade Baldini nutre speranze: "Ci sono ancora diversi mesi e
io non dispero che possa cambiare qualcosa. D'altronde, rispetto al
2001, quando i Giochi sono stati assegnati alla Cina, credo che di cose
ne siano già cambiate tante".
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COMMENTI DEI PARTECIPANTI
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