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Cresce la cultura in Italia
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Da:
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so_easy
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Stato d'animo :
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Vulcanica/o
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Data:
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06/25/2007 07:30:57
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Musica:
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Toto - Stop loving you
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Rapporto Federculture: nel 2006 spesa e presenze in aumento Ma nelle grandi città sono a rischio gli investimenti
ROMA
- Il teatro supera lo sport, i giovani vanno alle mostre più che ai
concerti rock, le grandi città sono quelle che investono maggiormente
ma che potrebbero subire la più pesante battuta d'arresto. Appare piena
di sorprese e paradossi, la situazione della cultura in Italia
fotografata dal quarto rapporto Federculture.
I dati analizzati, quelli che riguardano il 2006, restituiscono
l'immagine di un Paese ricco di stimoli culturali che tuttavia fatica a
sostenere gli investimenti e a gestirli. Per questo motivo, il trend
che sta prendendo piede è quello delle sovvenzioni private e delle
esternalizzazioni.
Spesa.
Tante sorprese, dunque, arrivano dal rapporto. La prima, quella più
concreta nel portafoglio degli italiani, riguarda la crescita della
spesa per lo spettacolo: nel primo semestre del 2006, mentre i consumi
in generale aumentavano dell'1,4 per cento, la voce cultura del
bilancio familiare faceva un balzo avanti del 6,5 per cento.
Da capogiro i risultati del teatro: 14,5 per cento di presenze in più,
addirittura 29,1 di spesa. Si registra così, nell'anno dei Mondiali, un
sorpasso di Shakespeare su Cannavaro: le attività teatrali hanno
infatti superato quelle sportive. Sia per presenze (13.462.370 contro
12.695.538) sia per la spesa (più di 174 milioni di euro contro più di
147 milioni). Cresce anche il cinema (14,2 per cento), mentre sono in
flessione concerti e balletti (rispettivamente -5,4 e -5,8 per cento).
Giovani. I principali protagonisti della cultura made in Italy
sono i giovani tra i 14 e i 29 anni: non solo fruitori, ma anche
"creatori" di cultura. I ragazzi fanno incetta di mostre come di danza,
di cinema, teatro o concerti. Molta meno attenzione la dedicano alla
musica classica e alla lirica. Il freno principale al consumo
culturale, secondo l'86,7 per cento, sta nel suo costo: una diminuzione
del prezzo di biglietti sarebbe salutata con un'ulteriore crescita.
Vengono chiesti inoltre, dagli under 30, maggiori sostegni alla
produzione culturale giovanile: un ragazzo su tre si dedica infatti a
qualche attività artistica. I servizi più necessari, secondo i diretti
interessati, sono occasioni e spazi per dare visibilità alle opere
giovanili, un supporto informativo, agevolazioni economico-fiscali.
Grandi città.
Nella Penisola, sono soprattutto i grandi comuni a investire in cultura
e a veder aumentare il consumo: Roma, Milano, Firenze, Torino, Venezia
e Genova in testa. Eppure proprio nei maggiori centri la cultura
potrebbe subire un arresto: a causa dei tagli alle spese, molti
progetti sono a rischio e i fondi a disposizione calano a vista
d'occhio. Rispetto al 1998, le grandi città hanno ridotto in media la
spesa culturale del 61 per cento, mentre in Finanziaria è stato
destinato al ministero dei Beni culturali lo 0,29 per cento del
bilancio statale (nel 2002 era lo 0,35 per cento).
Ma a volte a mancare non sono tanto i soldi quanto la capacità di
saperli utilizzare: insomma, a causa di pecche gestionali, non si
sfrutta ciò che c'è a disposizione. Per questo motivo, accanto a una
crescita degli investimenti privati, sta prendendo piede anche una
riorganizzazione legata alla nascita di soggetti autonomi e a una
politica di esternalizzazione. In aumento esponenziale (+390 per cento)
le donazioni dei privati, anche grazie alla defiscalizzazione
(stabilita nel 2005) a beneficio di persone fisiche e enti non
commerciali impegnati in attività a sostegno della cultura.
Turismo culturale.
Il Belpaese registra, nel 2006, un incremento del turismo culturale: 22
milioni di stranieri hanno visitato l'Italia, con un aumento del 7 per
cento rispetto all'anno precedente. "Regina" delle città d'arte resta
Roma, che si aggiudica un primato da 18 milioni di visitatori e batte
la Berlino dei Mondiali. Va tuttavia segnalata l'altra faccia della
medaglia, cioè l'impatto negativo del turismo di massa e la mancata
tutela del paesaggio.
Infine, la classifica degli eventi culturali che nel 2006 sono stati
più apprezzati e seguiti: le Olimpiadi della Cultura di Torino (10-19
marzo) che hanno registrato quasi mezzo milione di presenze, la Fiera
internazionale del libro con 300mila visitatori (sempre all'ombra della
Mole, 4-8 maggio), il Festival della scienza di Genova e la Festa del
cinema di Roma. Sul podio delle mostre più amate, "Gauguin e Van Gogh"
a Brescia, "Antonello da Messina" a Roma, "Caravaggio e l'Europa" a
Milano. Fonte: http://www.repubblica.it
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