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UndeRsTateMent

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Da: ErCicala
Stato d'animo : Rilassata/o
Data: 08/24/2007 16:33:04
Musica: Jeff Buckley - last goodbye


questo articolo e' frutto di una lunga discussione avvenuta tra
me ed una mia amica.
personalmente credo che una persona debba trovare nella partner essenzialmente punti in comune, se tutti dovessimo cercare la persona per il quale perdere la testa, e vivere il resto dell'esistenza, probabilmente resteremmo a secco.. per molto tempo, con questo non voglio dire che sia piu efficace accumulare esperienze effimere, semplicemente sono dell'opinione che e' difficile trovare al tempo d'oggi persone totalmente compatibili con le nostre individualita', il fatto d i essere speciali o diversi dagli "altri" (celebri frasi fatte) e'assolutamente soggettivo, un compromesso fra forma e sostanza totalmente equilibrato corrisponde ad un esigenza quasi utopica,che non puo'essere posta come obiettivo centrale della vita di una persona, di conseguenza il mio modo di essere mi porta a pensare in maniera elastica a cio' che cerco, senza porre troppi filtri di selezione alla mia ricerca, questa'e'anche una forma di understatement (umilta') che continuero'ad alimentare nel corso del tempo, ed e'un tipo di pensiero che deve essere alla base di qualsiasi tipo di relazione, oltre a questo sono del parere che il passato per quanto possa aver offerto scenari meravigliosi dal punto di vista empirico, ed emozionale, non deve influenzare il presente, il presente va vissuto con gli occhi della curiosita'e della novita', e con una notevole apertura mentale
evitando di obluvionarsi il cervello alla ricerca di cloni, appartenenti a periodi stupendi ma superati, il che non vuoldire "accontentarsi", semplicemente significa, porsi in condizione di conoscere nuove persone, senza avere pregiudizi, che spesso orientano le discussioni verso quello che io chiamo "effetto curriculum" che consiste nel sottostare ad una specie di interrogatorio dove vengono "pesate" e giudicate le proprie esperienze individuali, pratica altamente frustrante e selettiva che sconfina esplicitamente nel campo del privato, ed orienta le discussioni nella sfera del passato.







VEDI 1 - 1 OUT DI 1 COMMENTI



08/28/2007 10:39:38

cito un pezzo di un libro di diego cugia:
"se non la piantiamo di scaricare sul malcapitato essere umano che incautamente ci ha gettato gli occhi addosso tutta la nostra diffidenza, o l'astio che proviamo verso gli sconosciuti senza lettere di raccomandazione, la scintilla non scattera'. Dal calcolo e dal compromesso, nascono solo relazioni pesanti, dalle valutazioni dei portafogli, dagli inciuci sentimentalcommerciali dei rapporti fra uomo e donna si formano solo coppie pesanti." Parlando con altre persone che la pensavano diversamente da me e' nato il discorso della selezione, ovvero selezionare persone in base al minimo comun denominatore chiamato passato..Chi siamo noi per selezionare? Io non ho questa presunzione o meglio preferisco parlare di scelta che di selezione...
Spontaneamente associo la figura del selezionatore ad un prototipo di persona che sul piano sociale, culturale, e professionale offra un surplus di qualita'..non so una modella di armani diplomata alla bocconi che si occupa di imprenditoria edile, e nel tempo libero fa la PR al Billionaire...
ecco forse lei puo'selezionare...









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